Grazie al Cup
Gli Ordini scaricano sui professionisti 15 anni di esercizio egemone di un atteggiamento d’interdizione.
Marina Calderone rinnovata alla presidenza di un Cup che negli anni ha perso molto pezzi, scrive una lettera aperta sul corriere chiedendo a Mario Monti che gli Ordini professionali siano auditi per poter concordare la ventilata disarticolazione delle professioni ordinistiche.
Cara dott.ssa Calderone, in primo luogo i professionisti erano tra le Parti Sociali nelle audizioni per la formazione del Governo in carica, grazie a Gaetano Stella e a Confprofessioni che hanno promosso le istanze e l’appoggio di cui i liberi professionisti sono portatori.
In secondo luogo signora presidentessa, il Cup è stata per un quindicennio la guida dei consigli nazionali degli ordini nella messa in atto sistematica di quell’esercizio del veto e dell’ostruzionismo contro tutti, tutti, i tentativi di riforma delle professioni.
Troppo tardi per le audizioni e le collaborazioni pelose, ed il danno lo subiscono gli oltre 2 milioni di professionisti, obbligatoriamente iscritti agli albi pagando qualche centinaio d’euro senza ottenere in cambio alcunchè se non l’esito della vostra rigida politica d’interdizione.
Gio Vencato (www.professionalismo.it)

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