NODO LINGUISTICO PER LA MOBILITÀ DEI PROFESSIONISTI DELLA SALUTE
Il “telegramma” del Ceplis fa il punto sulle partite aperte a Bruxelles
Dall’incontro tenutosi a Budapest lo scorso 29 novembre sulla mobilità dei professionisti della salute (HPCB – Healthcare Professionals Crossing Borders) è emerso nuovamente il controverso problema delle competenze linguistiche. Le diverse associazioni di professionisti presenti ed anche alcune autorità competenti nazionali hanno ribadito la necessità di introdurre dei testi di lingua obbligatori, finanziati dai professionisti stessi.
Lo ha reso noto il Ceplis, il Consiglio europeo delle professioni liberali, nel suo ultimo “telegramma” di novembre. Per i parlamentari europei presenti nella capitale ungherese, ogni Stato membro dovrebbe mantenere le proprie prerogative riguardo la regolamentazione del settore sanitario; in parte di diverso avviso il capo unità della Direzione generale Mercato interno della Commissione europea, il Dott. Tiedje, il quale ha sollecitato gli Stati membri ad assumersi maggiori responsabilità nell’attuazione della Direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali, inoltre, ha chiesto agli stessi un ammodernamento dei requisiti della formazione minima e maggiori investimenti verso la digitalizzazione e le nuove tecnologie.
Per quanto riguarda le carte professionali, ancora una volta i rappresentati della Commissione hanno sottolineato che la loro emissione spetterebbe alle autorità competenti di concerto con gli Stati membri.
È stato poi ricordato che entro la fine dell’anno sarà lanciata la consultazione pubblica sulla Direttiva del 2005 sul riconoscimento delle qualifiche professionali, successivamente vi sarà una conferenza per tutti gli attori interessati. I risultati della consultazione ed ogni altra osservazione saranno pubblicati in un Libro Verde verso la fine del 2011.

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