CASSA, 4 MILA DIPENDENTI MANCANO ALL’APPELLO
Contributi regolarmente versati, ma senza l’iscrizione dei lavoratori
Versano regolarmente i contributi alla Cassa di assistenza sanitaria integrativa degli studi professionali, ma formalmente non risultano iscritti a Cadiprof. Forse una distrazione o quasi certamente una dimenticanza del consulente, sicuramente un vizio formale che rischia di mettere in serio imbarazzo i liberi professionisti titolari di studio e di scatenare le ire dei loro dipendenti.
Incrociando i dati Inps relativi al modello F24, codice ASSP (la causale contributiva per i versamenti alla Cassa), i Servizi Amministrativi di Cadiprof hanno scoperto un’anomalia che impedisce a circa 4 mila dipendenti degli studi professionali e delle aziende collegate l’accesso alle prestazioni sanitarie previste dalla stessa Cassa. Dalle verifiche effettuate nelle scorse settimane, infatti, è emerso che circa 1.500 datori di lavoro, titolari di studi professionali, hanno ottemperato all’obbligo contrattuale del versamento, previsto dall’articolo 19 del Ccnl per i dipendenti degli studi professionali, dimenticandosi però di un piccolo particolare: la loro iscrizione e quella dei relativi dipendenti alla Cassa. “Abbiamo ricevuto regolarmente i versamenti, ma tecnicamente non possiamo attivare le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa previste, poiché manca un requisito fondamentale: l’iscrizione del dipendente alla Cassa” commenta il presidente di Cadiprof, Gaetano Stella. “L’erogazione dei servizi e delle coperture sanitarie integrative, infatti, viene effettuata su base nominale e in assenza dei relativi dati anagrafici, il lavoratore dipendente dello studio non può accedere ai benefici e alle coperture sanitarie integrative previsti dal contratto”.
Per far fronte a tale anomalia, Cadiprof ha avviato una campagna d’informazione mirata a circa 450 consulenti che gestiscono le posizioni “anomale”, invitandoli a regolarizzare l’iscrizione dei loro clienti professionisti e dei relativi dipendenti, contattando i Servizi Amministrativi della Cassa, oppure collegandosi al sito internet www.cadiprof.it e compilare online il modulo di iscrizione (in basso il modello), che permette l’accesso alle garanzie contrattualmente previste. Per venire incontro ai consulenti e ai datori di lavoro, Cadiprof ha previsto anche il riconoscimento dell’anzianità dei contributi versati regolarmente, consentendo quindi la retrodatazione dell’iscrizione alla Cassa dei dipendenti a partire dal periodo di versamento. Tuttavia, l’effetto retroattivo non potrà essere superiore a un anno, periodo oltre il quale decadono i benefici delle garanzie. Secondo il Ccnl degli studi professionali in vigore il datore di lavoro titolare di uno studio professionale è tenuto all’obbligo di iscrizione alla Cassa di ciascun lavoratore dipendente assunto con qualsiasi tipologia di contratto e al versamento, oltre all’Una tantum di 24 euro, di una quota di 13 euro al mese per 12 mensilità, a partire dal mese di iscrizione fino alla cessazione del rapporto lavorativo. Inoltre, l’iscrizione alla cassa è obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti (compresi gli apprendisti e i lavoratori part-time anche a tempo determinato purché di durata superore a tre mesi) nei cui confronti si applica il Ccnl Studi professionali. In caso di omessa iscrizione il datore di lavoro si assume la responsabilità della mancata iscrizione e del mancato rispetto delle norme contrattuali e rimane esposto ad eventuali azioni di rivalsa nei suoi confronti da parte dei propri dipendenti .

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