PREVIDENZA, WELFARE E CREDITO PER SUPERARE LA CRISI
Vertice dell’Area Sanità e Salute a Cremona. Via libera alla Piattaforma Confprofessioni
Una migliore definizione dei rapporti di lavoro negli studi professionali per superare la crisi del comparto. Da Cremona arriva il via libera dal vertice dell’Area Sanità e Salute di Confprofessioni, che raccoglie le sigle associative di dentisti (Andi), medici di famiglia (Fimmg), psicologi (Plp) e veterinari (Anmvi), alla piattaforma programmatica di Confprofessioni su previdenza, welfare e credito. L’incontro, presieduto da Carlo Scotti, coordinatore dell’Area Sanità e Salute e componente della Giunta esecutiva di Confprofessioni, ha permesso di ripercorrere le attività e i risultati raggiunti dalla Confederazione, confermando il pieno appoggio delle professioni sanitarie all’azione portata avanti dal presidente Gaetano Stella per il rilancio delle attività intellettuali. Fin dalle prime battute, si è colto l’impegno della Confederazione nell’elaborazione di un articolato progetto di sistema che mira a collocare i liberi professionisti tra i decisori delle politiche economiche e sociali su scala nazionale. Non si tratta di misure spot, ma concrete linee di intervento politico che incidono su tutte le componenti del sistema professionale. Uno dei principali nodi da affrontare, infatti, riguarda la previdenza. Dopo l’audizione di Confprofessioni in Commissione bicamerale di controllo sugli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria, il vertice di Cremona ha ribadito la necessità di risolvere il problema della sostenibilità previdenziale nel lungo periodo delle casse, salvaguardando al tempo stesso l’autonomia previdenziale dei professionisti. Il pressing di Confprofessioni sulla Commissione bicamerale di controllo è solo un primo passo che apre la strada a una ancor più ampia operazione di accreditamento del sistema professionale presso i ministeri economici, anche per sollecitare incentivi e agevolazioni (dai confidi alla detraibilità degli investimenti fino all’accesso al credito), che permettano agli studi professionali di superare la difficile congiuntura economica in atto. Su questo punto, l’ingresso della Confederazione nel Cnel è stato salutato come un punto di svolta determinante a sostegno dell’azione politico-istituzionale di Confprofessioni, ma anche di quella più legata alle dinamiche del mercato del lavoro e del welfare. La direttiva europea sulle qualifiche professionali, infatti, impone un netto cambio di rotta agli assetti organizzativi degli studi professionali. Si rende necessario il rafforzamento del welfare, una ridefinizione dei rapporti di lavoro tra liberi professionisti attraverso l'individuazione di una cornice giuridica nuova sul modello della monocommittenza, fino allo sviluppo di una formazione manageriale, accompagnata da una rivisitazione del diritto societario, materia che tocca da vicino uno dei punti più delicati della riforma delle professioni e che inevitabilmente investe Confprofessioni.

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