LA RINASCITA ITALIANA. SUBITO
Pronti ai sacrifici imposti dalla manovra finanziaria. A patto di un progetto epocale che restituisca al Paese il piacere di vivere.
Il persistere della crisi che colpisce con particolare insistenza alcuni settori di fondamentale importanza dell’economia, primo fra tutti quello delle costruzioni, rafforza la convinzione che in mancanza di misure urgenti e mirate ad un epocale piano di interventi infrastrutturali, di recupero di aree dismesse e degradate e di messa in sicurezza del territorio, ogni sforzo sarà vano. Nessuno infatti può credere davvero che un tiepido “piano casa” o qualche incentivo per l’acquisto di lavatrici e motorini basti a risollevare le sorti di un Paese. Un Paese, l’Italia, che più di altri necessita di risarcimenti e tutele dopo decenni di sfruttamento selvaggio, incuria e devastazioni.
Il paesaggio, la qualità dello spazio fisico dei luoghi, la forma delle cose - la “qualità di fondo” delle cose - rende identificabile ed attraente un ambiente che altro non è che un insieme di spazi, forme e sensazioni fisiche. La qualità determina il piacere della vita nelle condizioni dell’ambiente in cui si svolge. Ed è sempre la qualità a determinare il successo di una offerta, sia essa di servizi, merceologica, turistica o d’impresa.
In Italia, purtroppo, si è riusciti in pochi decenni ad espellere la qualità dell’ambiente e della vita reale, dal dibattito e dagli obiettivi della cultura nazionale. Con i risultati che si vedono, riuscendo addirittura a indurre nei confronti di atteggiamenti altrimenti responsabili un senso di diffusa diffidenza, sospetto verso chiunque ponga ragionevoli dubbi all’estrema apertura al “libero mercato”, al consumo senza limiti e controllo.
Perfino tremende occasioni come quella offerta dall’attuale Grande Crisi vengono dilapidate a vantaggio delle megalobby economiche e del perpetuarsi di rendite di posizioni storiche. Siamo, in definitiva, tutti in stand-by, aspettando che la malattia passi da sola, che più o meno fisiologiche produzioni di anticorpi inducano, come per miracolo, una non meglio precisata guarigione di un sistema fragile, forse al capolinea. Con la speranza, ben che vada, di riportare tutto, in una decina d’anni, allo status quo ante. Bella prospettiva.
Ma oltre la tragedia, ci sono nuove opportunità: una Rinascita Italiana dove una coalizione di energie positive miri a risolvere, partendo dalle attuali ceneri, tutti d’un colpo i problemi cronici e mai risolti del Paese. Dalla lezione della crisi si può trarre il coraggio per progettare una vera grande svolta, che veda cooperare la coalizione di tutte le forze attive e propositive di cui ancora l’Italia dispone. Non ultime le libere professioni. Un colpo di reni forse, o di genio programmabile. Questo serve. Chiamiamola pure “lucida follia”. La invocano consulenti, creativi, forze dinamiche e attive, operatori della cultura e del made in Italy di qualità ed eccellenza. Subito. Adesso, senza indugi.

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