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IL PROFESSIONISTA EUROPEO DEL FUTURO SI COSTRUISCE CON LA FORMAZIONE

Presentata a Roma l’indagine del training working group del Ceplis. Bruxelles presti più attenzione ai reali bisogni formativi dei liberi professionisti.

La formazione è l’arma strategica scelta dall’Europa per plasmare il professionista del futuro. È quanto emerge da un’indagine promossa  dal Ceplis (il Consiglio europeo delle professioni liberali), e condotta da Plp (l’associazione Psicologi liberi professionisti) per conto di Confprofessioni e presentata il 28 maggio a Roma presso la sede di Cadiprof. L’incontro, presieduto da Gaetano Stella che guida il gruppo di lavoro sulla formazione del Ceplis, ha visto la partecipazione di una folta rappresentanza internazionale delle professioni, tra cui Theodoros Koutroubas, segretario del Ceplis, Dragica Simunec della Fepi, Peter Swindlehurst in rappresentanza dell’Ukipg e Simonetta Alder. Presenti all’incontro anche Michele Zagordo e Susanna Pisano, responsabile del desk europeo di Confprofessioni a Bruxelles e componente del training working group. Ed è stata proprio Pisano, presentando l’indagine condotta da Antonio Zuliani, presidente di Plp (Psicologi liberi professionisti), a illustrare luci e ombre della formazione in Europa. “A livello comunitario il cosiddetto Long life learning è uno dei pilastri della politica dell’Unione europea in materia di istruzione e di formazione lungo tutto l’arco della vita dell’individuo. In questo concetto rientra anche la formazione permanente. Tuttavia, manca l’attenzione specifica alla formazione dei liberi professionisti che viene demandata ai singoli stati membri. L’obiettivo del lavoro svolto dal training working group del Ceplis è quello di individuare delle linee di politica comune da portare all’attenzione delle istituzioni comunitarie e consentire di raggiungere effettivamente l’obiettivo di un futuro professionista europeo”.
L’indagine si articola su cinque punti strategici per lo sviluppo della formazione continua per i professionisti europei: ordinamento della formazione; chi eroga la formazione; sistema di controllo e verifica; ruolo degli ordini, collegi e associazioni professionali; approfondimenti. “Per la prima volta abbiamo fotografato la situazione della formazione permanente post universitaria in Europa”, spiega Antonio Zuliani. “Il quadro che emerge è in chiaro scuro e in prospettiva si rende necessario indagare i reali bisogni formativi delle diverse aree professionali al fine di spingere il legislatore europeo a costruire programmi formativi omogenei. La direttiva servizi abbatte i confini, ma dobbiamo garantire ai professionisti gli stessi strumenti formativi per potersi muovere senza problemi sul mercato professionale europeo”.

L’indagine sulla formazione in Europa del  training working group del Ceplis è consultabile e scaricabile sul sito: www.confprofessioni.eu


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