DIRETTIVA SERVIZI, AVANTI IN ORDINE SPARSO
La Commissione europea stima tra i 60 e i 140 miliardi di euro i guadagni derivanti dalla corretta applicazione della normativa Ue. Ma ogni Paese va per la sua strada.
La commissione parlamentare del mercato interno e della tutela dei consumatori del Parlamento europeo ha tenuto recentemente un’audizione pubblica con le delegazioni dei Parlamenti nazionali sullo stato di implementazione della Direttiva servizi.
Obiettivo dell’incontro era evidenziare le difficoltà riscontate nei vari Paesi Membri nel processo di trasposizione e implementazione, oltre che favorire lo scambio di buone pratiche in merito allo “Screening” delle legislazioni nazionali, alla creazione degli sportelli unici nonché ai campi di applicazione della Direttiva. Durante il dibattito, la Commissione europea ha sottolineato come la corretta applicazione della Direttiva permetterebbe guadagni compresi tra i 60 ed i 140 miliardi di euro, ma le problematiche riscontrate in vari Paesi rappresentano un freno all’utilizzo di questo potenziale strumento di crescita. Le differenze, oltre che sui contenuti, si fondano anche sulle diverse vie scelte dai legislatori nazionali per la trasposizione della direttiva; in ogni caso solo 19 Stati membri hanno adottato una legislazione orizzontale, mentre in altri quattro Paesi è in corso d'adozione, due Paesi non hanno ancora finito la loro redazione e, infine, la Francia e la Germania hanno scelto una legislazione settoriale.

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