QUALIFICHE PROFESSIONALI, PERCORSO A OSTACOLI NELL’UNIONE
Francia, Regno Unito e Lussemburgo sono in ritardo nell'applicazione della direttiva. Altri Paesi sono lontani dalla corretta trasposizione. L'ultima chance per eliminare le criticità tra gli stati membri è fissata al 28 dicembre, con il recepimento della “Servizi".
Lo scorso 16 novembre la Commissione parlamentare responsabile per il Mercato interno del Parlamento europeo ha tenuto un'audizione pubblica sugli effetti che la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/CE) ha avuto sia a livello europeo che a livello di singoli Stati Membri. All'incontro hanno partecipato oltre a numerosi parlamentari europei, responsabili della Commissione europea, tra cui il capo dell'unità responsabile per le qualifiche professionali all'interno della Direzione Generale per il Mercato interno, Mr Jutgen Tiedje, rappresentanti delle presidenza svedese del Consiglio e rappresentanti di diverse categorie professionali europee che hanno evidenziato le criticità nell'applicazione dei dettami della direttiva.
Dal mini-hearing è emerso innanzitutto che l'obiettivo della Direttiva qualifiche è semplificare le regole per disciplinare la libera circolazione dei professionisti nei vari Paesi europei.
Tuttavia sono ancora molti i Paesi che sono in ritardo con la trasposizione (la Corte di Giustizia delle Comunità europee ha già avviato procedure di notifica nei confronti di Francia, Regno Unito e Lussemburgo per il mancato recepimento) e altri sono lontani da una corretta trasposizione. L'Italia ha recepito la direttiva già il 23 ottobre 2007.
Dalle relazioni dei responsabili di categorie professionali presenti è emerso che ancora persistano delle evidenti difficoltà di riconoscimento delle qualifiche tra i diversi Paesi europei e come sia a volte complicato prestare servizi professionali in un paese diverso da quello di origine.
L'auspicio comune è che con il recepimento della Direttiva servizi, previsto entro il 28 Dicembre 2009, possa aversi una svolta anche per il riconoscimento delle qualifiche professionali.
Le difficoltà sono legate ai diversi regimi previsti nei vari Stati Membri e all'alto numero delle professioni contemplate in ciascuno di essi e ad una diversificazione tra paesi del nord e del sud Europa. I primi presentano infatti dei regimi molto più semplici che, ad esempio, non prevedono esami abilitanti, caratteristica invece di paesi quali l'Italia, la Francia, la Spagna per molte professioni.
Nei primi giorni di dicembre è previsto un nuovo dibattito sul tema

Articoli(RSS)