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QUI SERVE UNA EXIT STRATEGY

il G8 dell’Aquila banco di prova per uscire dalla crisi. E mettere l’uomo al centro dello sviluppo.

Nulla sarà più come prima. Non facciamoci illusioni, non facciamo gli ottimisti di maniera, perché la crisi economica che sta attraversando il Paese è destinata a durare fino al 2010 e non – come sbandierano taluni protagonisti della scena imprenditoriale e politica italiana – ancora  pochi mesi. Non è così: il governatore della Banca d’Italia ha fissato a -5% il Pil nazionale per il 2009 (curiosamente in linea con quello stimato dalla Confindustria). Ma dopo? Che cosa accadrà negli anni a venire, quando la recessione avrà gradualmente stemperato i suoi effetti più dirompenti sull’economia, il lavoro e la società? Che modello di sviluppo dobbiamo aspettarci? E soprattutto chi deve riscrivere le regole?

L’attuale crisi può rappresentare una formidabile occasione, forse irripetibile, per riscrivere le regole del gioco e collocare l’amministrazione pubblica, i professionisti, le imprese e i cittadini su nuovi equilibri, che dovranno governare lo Stato, l’economia e il mercato. In Italia, in Europa, nel mondo intero. Ma si può trasformare il peggiore degli incubi nell’ultima occasione di rilancio per il pianeta? E come?

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ci sta provando a raddrizzare gli eccessi di un sistema economico basato esclusivamente sull’accumulo del capitale e del potere. Forse è la strada giusta per rimettere l’uomo al centro di un progetto di tutela e salvaguardia di ciò che di meraviglioso ci resta: il pianeta, appunto. Il banco di prova sarà il G8 dell’Aquila. I grandi della Terra sono chiamati a dare risposte chiare urgenti per avviarci verso quella exit strategy dalla crisi. È arrivato il momento di proclamare la ricerca dell’equilibrio e dell’armonia interesse supremo dell’azione dell’uomo del terzo millennio.
Ma allora, alla fine, a chi tocca cambiare il mondo?

Pensiamoci un attimo. Sono convinto che se a questa riflessione diamo lo spazio di cinque minuti potremo già intravvedere da dove partire,  per far recuperare all’uomo il suo destino e riportarlo al timone di questa Terra.


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