STOP AL TREND RIBASSISTA DELLE PRESTAZIONI
Tra le conseguenze del tracollo economico in atto emerge con forza come interi settori delle libere professioni si troveranno a fare i conti con un minore carico lavorativo e domanda professionale in calo.
Numerosi casi vengono segnalati quasi quotidianamente da studi tecnici (ingegneri e architetti) geologi, medici (dentisti in particolare) avvocati, commercialisti e perfino notai. Tutti soggetti a richieste di forti sconti sulle loro competenze professionali, si parla del 30, anche del 40% per le professioni tecniche, categoria che più di altre risente direttamente della stagnazione del comparto delle costruzioni e opere pubbliche.
Chi ci guadagna? Fino a quando avrà buon gioco il cliente che attraverso la crisi punta a spremere onorari e tariffe professionali? Diciamo subito che si tratta di un vantaggio illusorio e di corto respiro. Confprofessioni si sta infatti adoperando per arginare il fenomeno, anche perché oltre un certo limite la corda, già sfilacciata da troppe tensioni, potrebbe rompersi.
Il trend ribassista dei costi professionali rischia, infatti, di compromettere la qualità delle prestazioni, ancorché imposte per legge.
E dovranno essere proprio i professionisti in prima persona a farsi portatori di questo messaggio presso i loro clienti per contrastare la caduta incontrollata delle tariffe e della qualità professionale. Perchè la corsa sfrenata agli sconti non serve a nessuno: il cliente non ci guadagna e il professionista ci perde.
(segue nei prossimi numeri)

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